Cenni storici, origini e diffusione

Cenni storici, origini e diffusione

Cenni storici, origini e diffusione

Cenni storici, origini e diffusione

La Mela Rosa Romana è presente da secoli nei territori collinari e di bassa montagna dell’Emilia. Nel territorio reggiano e bolognese sono ancora presenti numerosi esemplari, in alcuni casi secolari.
Il trattato del Ministero di agricoltura, industria e commercio sulle condizioni dell’agricoltura in Italia, datato 1879, cita espressamente le rose romane tra le mele del Bolognese, e distingue poi la rosa, “molto ricercata in commercio fuori di provincia e anche all’estero”, dalla rosina, “varietà della rosa, ma più piccola, più saporita e di lunga durata“, originaria del Lazio.
Mele rosa sono state raffigurate, e il loro nome riportato in cartiglio, nelle tele del pittore mediceo Bartolomeo Bimbi (Pittore Mediceo del secolo XVIII). Una mela Rosa, o “orbicolare” o “platania” viene citata dal Tanara già nel 1649. Anche Aldrovandi riporta, tra le mele, le Mala Rosea- Mele Rosè Bonon nel 1668.

La Mela Rosa Romana è adatta alla cottura, dopo la quale conserva una buona consistenza e ha ottime caratteristiche gustative. E’ una mela piccola e di forma irregolare, ma nutriente, gustosa, sana e genuina, dall’ottimo sapore zuccherino, di grandi qualità salutistiche per l’elevato potere antiossidante e dalla lunga conservazione. Viene chiama “mela rosa” per via della colorazione che assume quando è matura e il profumo di rosa che emana quando è in fiore. La maturazione è molto tardiva, da metà ottobre a metà novembre. Anticamente veniva cotta sotto la brace nei camini delle case di campagna, oppure nel forno, ed aveva un gusto particolarmente buono. Si usava come ripieno per confezionare vari tipi di dolci ed era ideale per preparare gustose mostarde che avrebbero accompagnato succulenti piatti di carni grasse. Ottima da consumare fresca, specialmente dopo lunga conservazione nei tradizionali “fruttai” all’aperto nei pagliai e nei fienili o riposta in cesti posizionati sulle biforcazioni dei rami degli alberi: la polpa infatti, soda e compatta, con il tempo si ammorbidisce e migliorano le qualità organolettiche. Ancora migliore il succo spremuto a freddo!

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